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Centro Sociale Occupato Autogestito Ex-Mattatoio Perugia

Sensibili alle foglie

BARELLE
I dispositivi mortificanti dell'ospedalizzazione
Valentino Nicola
Collana: Quaderni di ricerca sociale
Tema: Istituzioni sanitarie

2008 • p. 144 • Euro 15.00 • ISBN 978-88-89883-23-5

Click per leggere la descrizioneQuesto libro nasce da una ricerca socianalitica commissionata dalla direzione dell'Azienda Sanitaria Bari 2 a Molfetta e condotta con persone che operano sia nella struttura ospedaliera che in servizi territoriali. A questo primo gruppo di lavoro si sono aggiunti successivamente tecnici di laboratorio e infermieri del Cardarelli di Napoli, alcuni dei quali hanno animato nei decenni scorsi il 'Centro per i diritti del malato' e il 'Comitato ecologico' dell'ospedale. Le storie raccolte in questi due cantieri sono state intrecciate con altre già custodite da Sensibili alle foglie. La ricerca illustra alcune condizioni che rendono patogena la struttura ospedaliera, il meccanismo economico che favorisce un sistema sanitario centrato sull'ospedalizzazione, ma soprattutto i principali dispositivi di spersonalizzazione e disconferma della persona ricoverata, disposta ad accettare, in ospedale, mortificazioni personali e privazioni dei diritti che non accetterebbe in altri contesti. Questo adattamento acquiescente verso il quale è spinta la persona ammalata fa pensare all'ospedalizzazione come a una condizione estrema. Il titolo, Barelle, richiama la consuetudine in atto all'Ospedale Cardarelli di ricoverare gli ammalati ben oltre i posti letto disponibili, tenendoli in barella nei corridoi dei reparti. E' stato scelto perché la pratica a cui rimanda esemplifica in modo emblematico il ruolo centrale e totalizzante che l'ospedalizzazione svolge in un sistema sanitario privo di alternative.

I DANNATI DEL LAVORO
Vita e lavoro dei migranti tra sospensione del diritto e razzismo culturale
Curcio Renato
Collana: Quaderni di ricerca sociale
Tema: Popoli e migranti

2007 • p. 136 • Euro 15.00 • ISBN 88-89883-15-0

Click per leggere la descrizioneQuesto libro nasce da una ricerca svolta con persone immigrate in Italia e presenta alcune storie di lavoratrici e lavoratori migranti, i quali, loro malgrado, si trovano a fare parte di quelle moltitudini di esclusi che Frantz Fanon a suo tempo definì “i dannati della terra” e che in quest’epoca sono i nuovi “dannati del lavoro” Persone che, dopo aver percorso le impervie vie dell’immigrazione “regolare” o quelle tempestose di chi si affida alle barche, sono giunte fino a noi. E che incontriamo ogni giorno, per strada, al lavoro, a scuola, al bar. Uomini e donne le cui storie ci interrogano, sul nostro modo di accogliere o rifiutare questa grande opportunità che l’immigrazione offre alla società in cui viviamo, dove “nessuno è più straniero oppure siamo tutti stranieri”. Questo lavoro mette in luce le discriminazioni che i migranti subiscono nel mondo del lavoro, i dispositivi del razzismo culturale e quelli delle leggi che regolano il “circuito di Schengen”. Esplorando il dolore espresso o inespresso di chi lascia il suo Paese per sfuggire a guerre e fame o per inseguire il sogno di una nuova e più evoluta umanità, questo libro mette in dubbio le “certezze” che ci vengono quotidianamente propinate sulla nostra “identità europea” e le pigre complicità intellettuali con cui le accogliamo, rischiando di diventare, senza neppure accorgercene, pericolosamente stranieri a noi stessi.

IL CONSUMATORE LAVORATO
Curcio Renato, Franzoni Stefano
Collana: Quaderni di ricerca sociale
Tema: Lavoro e consumo

2005 • p. 136 • Euro 14.00 • ISBN 88-86323-99-9

Click per leggere la descrizioneSocietà dei consumi. Abbiamo sentito così spesso nella nostra vita questa frase che ciò a cui essa rimanda ci sembra ovvio, familiare, naturale. E percepirci come ‘consumatori’ è talmente scontato che se qualcuno ci chiedesse ragione di questa ovvietà gli risponderemmo scoraggiati: ma che domanda è questa? Il lavoro che presentiamo muove dal dubbio che quanto più qualcosa ci appare evidente di per sé, tanto meno esso lo è davvero. Cosa sia oggi e qui la ‘società dei consumi’ e più ancora chi siamo noi ‘consumatori’ nelle nostre pratiche quotidiane, quali dispositivi e quali routine precedono o sotterraneamente ci muovono nel nostro agire, ci è sembrato non meno malsicuro di cosa sia diventato, o stia diventando in questa stessa società, il lavoro, e di chi siamo davvero noi in quanto ‘lavoratori’. Il libro si snoda intorno ad alcuni assi portanti. La caccia, l’inseguimento e la cattura del cliente. La caccia etica e la caccia del lavoro futuro. L’osservazione e il controllo del cliente. L’interazione programmata cliente-lavoratore. La fidelizzazione, ovvero, l’impresa criminosa. L’esplorazione, effettuata con gli strumenti della socioanalisi narrativa, ha assunto come analizzatore il territorio dei supermercati, degli ipermercati e dei grandi centri commerciali, epicentro spettacolare dei processi e delle trasformazioni in questione. La storia e l’evoluzione di queste ipermacchine del consumo sono anche il tema del breve saggio di Stefano Franzoni che accompagna la ricerca.

IL DOMINIO FLESSIBILE
Individualizzazione, precarizzazione e insicurezza nell’azienda totale
Curcio Renato
Collana: Quaderni di ricerca sociale
Tema: Lavoro e consumo

2007 • p. 112 • Euro 13.00 • ISBN 88-86323-93-x

Click per leggere la descrizioneDominio flessibile, è quello scambio simbolico e ineguale tra la disponibilità ad accogliere in tempo reale le richieste variabili dell'azienda, e una inclusione rischiosa, temporanea e comunque incerta, nei suoi piani produttivi. Nell'attuale ipermercato neoliberista del lavoro esso tende sempre più ad assumere una funzione dominante e paradigmatica.
La ricerca che questo libro presenta è opera di un cantiere socianalitico composto da lavoratrici e lavoratori della grande distribuzione. Muovendo dalle forme più fluide del lavoro, essa esplora i dispositivi e i miti della flessibilità. Ma anche i traumi, le ansie, le angosce e le paure che i processi di individualizzazione esasperata, di precarizzazione generalizzata e di insicurezza strutturale portano con sé. E si affaccia, infine, sulle dinamiche di quella 'zona grigia' in cui, i tentativi di sopravvivere ai dispositivi totalizzanti, frantumano la forza lavoro in un pulviscolo di monadi solitarie protette da una pellicola d'indifferenza morale e nondimeno afflitte da un’endemica sofferenza identitaria. Le tante storie raccolte e raccontate, d’altra parte, mentre ci mostrano l'illusorietà delle soluzioni biografiche, ci invitano a riflettere sul fatto che nel dominio flessibile, sopravvivere è più che mai 'questione comune' orientata ad istituire il diritto universale, per troppi negato, alla piena cittadinanza.
Il libro Il dominio totale è stato tradotto in Croazia

ISTITUZIONI POST-MANICOMIALI
Valentino Nicola
Collana: Quaderni di ricerca sociale
Tema: Istituzioni psichiatriche, post-psichiatriche e antipsichiatria

2005 • p. 104 • Euro 12.00 • ISBN 88-86323-94-8

Click per leggere la descrizioneQuesto libro è il frutto di una selezione di storie emblematiche raccolte tra operatori e residenti di Strutture Intermedie Residenziali attive presso i Dipartimenti di Salute Mentale in diverse parti d’Italia. L’insieme di queste narrazioni fa emergere con chiarezza alcuni dispositivi relazionali totalizzanti di eredità manicomiale ancora pienamente operanti in queste strutture. L’incerta identità che le istituzioni psichiatriche residenziali, schiacciate tra il manicomio e il suo oltrepassamento, hanno manifestato fin dalla loro origine, appare in questo lavoro come il risultato dello sbilanciamento di un processo che ha portato allo svuotamento dei manicomi senza sapere bene quali altri dispositivi relazionali istituire. Per questa ragione le difficoltà che le Strutture Intermedie Residenziali attraversano non sono dunque di facile soluzione ed anzi il rischio che allo svuotamento dei manicomi pubblici non corrisponda affatto la chiusura del Manicomio, è assai forte e concreto. Dall’intreccio delle narrazioni che la ricerca propone, emerge anche la prospettiva di un incontro diverso con le sofferenze relazionali, l’invito a guardare ciò che l’istituzione psichiatrica considera sintomo di malattia, come una risposta di sopravvivenza; una risposta importante, creativa, da non liquidare.

LA TRAPPOLA ETICA
Curcio Renato
Collana: Quaderni di ricerca sociale
Tema: Lavoro e consumo

2006 • p. 136 • Euro 14.00 • ISBN 88-86323-08-1

Click per leggere la descrizioneLa società industriale si è espansa e i suoi squilibri cronici sono diventati planetari. Siamo entrati in un tempo buio caratterizzato dal fatto che le più grandi aziende progettano sé stesse a misura del mondo. Si vogliono globali. E l’economia liberale, di cui esse sono espressione, continua a propugnare un’idea di crescita e sviluppo autocentrata, le cui devastanti conseguenze, rispetto agli umani e al loro ambiente, sono sotto gli occhi di tutti. Di fronte a questo scenario e in rotta di collisione con le sue prospettive insostenibili, sindacati dei lavoratori, associazioni di consumatori o per il rispetto dei diritti umani e dell’ambiente, importanti organismi internazionali, hanno cominciato a porre una nuova domanda: è accettabile che le imprese globali, prime attrici di questo processo, continuino a considerarsi responsabili soltanto di fronte ai propri azionisti? Questo libro, costruito a partire dalle voci narranti di lavoratrici e lavoratori della grande distribuzione organizzata, passa in rassegna ciò che Carrefour, Auchan e Ipercoop dicono e fanno al riguardo della Responsabilità Sociale d’impresa. E mostra l’ambiguità degli approcci etici in assenza di precisi vincoli giuridici e d’istituzioni di diritto capaci d’imporre alle aziende regole chiare.
ll libro La trappola etica è stato tradotto in Croazia

L'AZIENDA TOTALE
Dispositivi totalizzanti e Risorse di sopravvivenza nelle grandi aziende della distribuzione
Curcio Renato
Collana: Quaderni di ricerca sociale
Tema: Lavoro e consumo

2002 • p. 104 • Euro 12.00 • ISBN 88-86323-77-8

Click per leggere la descrizioneQuesto libro propone i materiali di una ricerca avviata da Sensibili alle foglie con lavoratori e sindacalisti delle grandi catene di supermercati, sui dispositivi totalizzanti che operano nelle dinamiche aziendali e sulle risorse escogitate dai lavoratori per resistere alle torsioni e alla sofferenza del lavoro. I dispositivi relazionali a cui gli eventi e le storie narrate dai lavoratori rimandano sono descritti con gli strumenti della socioanalisi istituzionale e vengono messi allo specchio con analoghi dispositivi all’opera nelle istituzioni totali. Tra le storie raccolte nel mondo del lavoro sono state selezionate quelle che maggiormente si prestano a decostruire i mascheramenti di cui si avvalgono le consuetudini ordinarie, e ad illustrare le dinamiche relazionali più nascoste anche agli attori istituzionali che le fanno vivere. E’ portata l’attenzione sul mito e il codice dell’azienda; sulle dinamiche specifiche relative all’organizzazione del lavoro (cassa, mensa, ecc.); sulla gestione del conflitto. Infine vengono presentate le principali risorse identitarie utilizzate dai lavoratori per affrontare la loro condizione. Questo libro può costituire un valido strumento per allargare e approfondire lo sguardo sulle dinamiche di relazione oggi operanti nel mondo del lavoro.
Il libro L'azienda totale è stato tradotto in Spagna ed è attualmente in traduzione in Francia e Croazia.

PANNOLONI VERDI
Valentino Nicola
Collana: Quaderni di ricerca sociale
Tema: Anziani

2006 • p. 184 • Euro 15.00 • ISBN 88-86323-04-9

Click per leggere la descrizioneQuesto libro narra episodi di vita quotidiana in Case di cura e di riposo ed è il frutto di un cantiere di ricerca svolto con lavoratrici e lavoratori di una delle più grandi e antiche istituzioni per l’assistenza agli anziani, l’IPAB Giovanni XXIII di Bologna. Dall’intreccio di molte narrazioni emergono alcune caratteristiche generali della moderna istituzione totale per anziani e, in primo luogo, la sua funzione terminale, di custodia delle persone destinate ad attendere passivamente la morte. Persone di età sempre più spesso inferiore ai sessant’anni, considerate ormai "in esubero". Vengono inoltre esaminati i dispositivi della contenzione fisica e farmacologica, attivati più per la tranquillità istituzionale che non per la "sicurezza" e "protezione" dell’anziano, e quelli di infantilizzazione e dipendenza delle persone ricoverate. I pannoloni, verdi e di altri colori, che vengono imposti per "comodità" dell’istituzione e favoriscono l’incontinenza, possono essere considerati un simbolo di questi itinerari regressivi. La sfida narrativa che la ricerca propone mira a sollecitare una trasparenza sociale di queste istituzioni, per favorire nella collettività esperienze che vadano oltre la soluzione "custodiale" ed una visione della vecchiaia come "identità negativa".

CORSO DI ANALISI ISTITUZIONALE
Hess Remi, Weigand Gaby
Collana: Analisi istituzionale e socianalisi
Tema: Strumenti della ricerca sociale

2008 • p. 144 • Euro 13.00 • ISBN 978-88-89883-19-8

Click per leggere la descrizioneIl corso di R. Hess e G. Weigand che inaugura questa collana di Analisi Istituzionale e Socianalisi colma una lacuna. Con un’impostazione didattica ed un’esposizione approfondita esso presenta quel fervido movimento, molto vicino alla tradizione della ricerca-azione, nato in Francia negli anni sessanta con le prime esperienze di autogestione nella scuola, che ha preso il nome di Analisi Istituzionale. Un movimento di ricerca sociale animato dalla consapevolezza bene riassunta da Georges Lapassade secondo il quale: “Se l’uomo vuole essere soggetto, attore cosciente della sua storia deve analizzare le istituzioni dalle quali dipende, quelle che lo attraversano, e trovare nell’azione di gruppo una via di uscita all’atomizzazione burocratica della quale è vittima”. Il testo si articola in sette capitoli che illustrano le origini filosofiche, l’identità e il presente dell’analisi istituzionale. Una particolare attenzione è dedicata al lessico che la caratterizza. Le “parole” dell’AI vengono presentate ripercorrendo la loro storia e la pluralità di significati che talvolta le attraversa. Infine, le pagine dedicate alla tecnica del “Diario” mettono in risalto il posto decisivo occupato nell’AI dalle scritture implicate (diari, autobiografie, monografie…), così come quelle dedicate alla dissociazione (G. Lapassade), alla transduzione (H. Lefebvre, R. Lourau) e al riconoscimento dell’immaginario (C. Castoriadis) ci proiettano sulla scena affascinante di “un’altra logica”.

 

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