|
Eventi -
Manifestazioni
|
|
Martedì 09 Giugno 2009 22:03 |
 Venerdi 12 e sabato 13 giugno ai Giardini del Frontone di Perugia si terrà la manifestazione “ Divenire Comune”, due giorni di socialità, dibattiti e concerti proposti da Commons Lab, la camera del comune sita a Perugia in cima a via della Sposa (Via del Piscinello 2), che si propone di creare senso e immaginario sui percorsi di costruzione del comune, tramite proposte di nuove categorie di analisi, metodologie di inclusione e condivisione e la valorizzazione di percorsi di lotta funzionali ad affermare autonomia, libertà, indipendenza e solidarietà. L’iniziativa si colloca pertanto dentro e oltre la crisi dell’economia globale e delle attuali forme della rappresentanza, in quanto crisi sia del “privato” -inefficiente motore della riproduzione sociale e ambientale - che del “pubblico”, rete di istituzioni tese alla sostituzione sistematica dei loro fini ufficiali con politiche di servizio all’accumulazione privata.
Tre saranno le tematiche centrali intorno alle quali ruoterà l’evento: a) “Pensare la contemporaneità”: la problematica che viene posta e affrontata tramite il dibattito di venerdì pomeriggio ed uno stand dedicato a presentare sia il documento di Uninomade “Dieci tesi sulla crisi globale” che una area di scambio libri tematica (denominata appunto Pensare la contemporaneità) critica l’arretratezza delle categorie concettuali con le quali la nostra formazione economico sociale legge e interpreta la contemporaneità. Commons Lab ritiene infatti “una catastrofe del pensiero” l’uso di categorie fordiste per pensare, interpretare e intervenire su una realtà contemporanea connotata dalla crisi del post fordismo. Chiunque, pensando alla università, ai partiti, alle istituzioni, ai sindacati ed alle agenzie paragovernative si ponga il quesito “quanta parte della progettualità è adatta al presente?” potrà facilmente trovare esempi di questa problematica e verificare l’esistenza di stuoli di politici, sindacalisti, professori, funzionari e consulenti dediti al non pensare la contemporaneità con strumenti appropriati. Si da così luogo ad uno strabismo interpretativo e progettuale che avvilisce le menti portandole alla fissità ideativa e distorce le pratiche costringendole a riproporre nel presente soluzioni del passato. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
Politica -
Spazi Sociali
|
|
Mercoledì 06 Maggio 2009 00:00 |
|
Sono passati pochi giorni dalla notte tra il 30 Aprile e l’1 Maggio, dalla notte in cui al Cloro Rosso si è sparato. Ci sembra ancora assurdo come da una banale rissa si sia passati alle pistole. Quella notte, non è stato colpito solo il Cloro Rosso e i 150 ragazzi che vi erano dentro, quella notte è stata colpita tutta la città. Questo è un episodio che sarebbe potuto succedere ovunque, al centro sociale come in discoteca o in un bar, e per un qualsiasi motivo, magari per un’ incomprensione o per un parcheggio. Questa possibile strage, per quanto assurda, ha tante spiegazioni: è figlia di una città in cui la povertà diffusa, la mancanza di cultura, di lavoro e di prospettive hanno portato a far vigere la legge del più forte, della prevaricazione e dell’arroganza. E’ una città in cui già a vent’anni si può non aver più nulla da perdere. Le condizioni socio-economiche non permettono a tanti ragazzi di costruire un futuro e purtroppo neanche di immaginarlo. Colpa di tutti, nessuno escluso. Colpa delle istituzioni che troppo spesso hanno dimenticato chi nel 2009 vive ancora in quartieri ghetto, abbandonati a se stessi e ai mille modi per arrangiarsi, spesso illegali, per sopravvivere. E questa lotta alla sopravvivenza ha fatto passare in secondo ordine l’illegalità, la differenza tra il giusto e il sbagliato, tra il bene ed il male. E’ colpa di una città costretta a diventare menefreghista ed individualista, in cui non c’è nè la voglia nè la possibilità di pensare al bene comune, alla società nella sua interezza, alle esigenze dei tanti, e non solo alle proprie. In questo anno di vita, il Cloro Rosso ha cercato di creare una nuova idea di città, di socialità e di aggregazione. Un’idea che si basa sulla cultura diffusa ed accessibile a tutti, sull’autodeterminazione , sull’aggregazione come necessità e che faccia di un centro sociale, come di un qualsiasi altro spazio autogestito, una risorsa per tutti in cui migliorarsi, crescere e conoscere giorno dopo giorno. Il cloro rosso vuole essere un luogo attraverso cui sviluppare quel processo di emancipazione di cui tutta Taranto ha bisogno.
|
|
Leggi tutto...
|
|
Politica -
Paranoie Securitarie
|
|
Domenica 01 Marzo 2009 17:15 |
 Sei stanco di non arrivare a fine mese? Sei stanco di non riuscire a pagare il mutuo? Sei stanco di avere rinunciato anche questo anno alle vacanze? Sei stanco di fare tre lavori per avere un reddito decente? Tranquillo! Il governo invece che darci gli strumenti per soddisfare questi bisogni, ci invita ad odiare i migranti e a prendercela con loro, chiunque essi siano. Tutti i giorni televisioni e giornali ci bombardano con l'allarme sicurezza, distraendoci dalla vera emergenza: la crisi. E' crisi di un modello di sviluppo in cui la ricchezza prodotta da tutta la società viene goduta da pochi. Viviamo in un realty ad eliminazione. Se perdi è colpa tua e paghi. E allora non resta che prendercela con chi è più debole e ha meno diritti. Uomo mangia Uomo. Odiamo il nostro vicino di casa e dimentichiamo che i potenti ci stanno togliendo il futuro: tagli alle pensioni, alla scuola, alla sanità, mentre i nostri soldi serviranno per recuperare i danni delle speculazioni fatte dalle banche e da imprenditori con il pallino della “finanza creativa”. Ci inducono a fare le spie, i difensori del territorio, le piccole vedette lombarde...ma è solo un modo per non affrontare i problemi concreti: la precarietà, la mancanza di diritti e di reddito sicuro. |
|
Leggi tutto...
|
|
|
|
|